La Piaga dell'Inferno

Verso l'antica città d'ossidiana

La vera faccia di Vyncent

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Parlare con Vyncent non fu facile, in quanto mentre parla si confonde spesso da solo e cambia argomento, dimenticandosi di cosa stava parlando. I quattro eroi vengono a sapere, con fatica, che è stato il culto a far scoppiare la piaga nelle città. Vyncent invece ha cercato di inseguirli per fermarli o almeno per capire quali fossero i loro piani.
Vyncent è un uomo che opera per una strana entità, chiamata Hyrsan, il principe dei folli. Non è un dio, ma neppure un essere del piano materiale. Guida Vyncent grazie ai suoi poteri, a garantisce lui parte della sua forza.

Vyncent rivelò che il culto era intenzionato a catturare tutte le anime, rimaste ancorate a questo piano, ancora presenti nella città di Enerand. Di certo questo non è un buon segno, e Vyncent aveva intenzione di fermarli, purtroppo però, per quanto sia deciso nelle sue intenzioni, la sua idea di entrare nel castello in pieno giorno quando le guardie hanno rifiutato di farlo entrare non era la migliore.

Disse che era arrivato fin qui per prendere con sè una gemma dalle modeste dimensioni, e che con quella sarebbe stato capace di rinchiudere le anime ancora vaganti nella città dove il culto era diretto. Ora che il Lord del castello non c’è più, la gemma può essere recuperata e gli eroi decisero di aiutare Vyncent nell’impresa. Tuttavia non si fidavano appieno della sanità mentale di quel individuo che avevano di fronte, così decisero di lasciarlo nella cella per la notte. Così che non possa scappare, o partire da solo per conto suo.

Nel frattempo alcune guardie, che ora ascoltavano il nuovo signore e i suoi servi, erano andate a chiamare la gente del villaggio di Verast, così che potessero stabilirsi all’interno delle mura e che tutti potessero collaborare per far crescere quel luogo insieme. Quella sera venne deciso che, in assenza di Bran, Eryet, la signora che ospitò i quattro guerrieri al loro arrivo a Verast, sarà colei che gestirà il castello.

Le mure verranno ampliate, e nuovi campi verranno stabiliti intorno al castello. Nel frattempo i pescatori verranno accompagnati dalle guardie al lago e protetti da loro, così che possano fornire cibo in sicurezza. Una nuova atmosfera per gli abitanti di Verast si stava instaurando, un atmosfera più pacifica e sicura.

I quattro combattenti il giorno dopo partirono insieme a Vyncent verso la città di Enerand, per fermare il culto. Durante il viaggio passando per alcune colline (Mappa) incontrarono un altra strana situazione. Si ritrovarono in una radura, in cima ad una collina boscosa, in cui gli alberi sembrano essere bruciati. Cenere e tronchi carbonizzati dimoravano in questo paesaggio. Notarono infatti che in quella zona stava vagando una creatura che sembrava fatta di fiamme, una grande bestia serpentina completamente incendiata. Sembrava, anche se la riuscirono a eliminare senza troppi problemi, pericolosa e più di tutto sembrava non appartenere a questo mondo.

Proseguirono il loro cammino, fin quando non arrivarono ai piedi delle montagne, dove un sentiero conduceva ad un entrata maestosa caratterizzata da un enorme faccia nanica, la cui bocca faceva da passaggio all’interno della montagna. Di fronte a quest’entrata vi erano costruite alcune abitazioni in pietra, probabilmente naniche. Ma quando arrivarono lì trovarono sangue e rovina. I cadaveri di una ventina di nani giacevano per le strade, uno di loro era squarciato e fatto a pezzi, probabilmente fu uno dei pochi che si era ribellato.

Un nano seduto con la schiena appoggiata ad una casa sembrava però ancora respirare. Lo aiutarono a riprendersi, fornendo lui cure e supporto e parlò. Disperato da quello che era successo, disse che alcuni uomini incappucciati erano arrivati e senza chiedere, nè dire nulla sterminarono i nani per poi addentrarsi nell’entrata della montagna. Il vecchio nano si chiama Stein Ironscale, e si era stabilito qui dopo esser tornato, tempo fa, da un viaggio ed aver trovato la città completamente pietrificata dalla lava, e così fecero altri nani nella sua stessa situazione.

Il nano ormai senza più niente, si rifiutava di aiutare i quattro eroi, voleva solo finire la sua vita ormai vuota, ma loro lo rinfrancarono e gli offrirono un nuovo posto dove vivere insieme ad altra gente. Il nano si fece convicere, e dopo essersi ripreso decise che fara loro da guida.


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Jhor Jhor

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