La Piaga dell'Inferno

La città fantasma

Il rituale del culto

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Dopo essersi preparati, si avventurano nella grande via scavata ai piedi del monte. Percorrono una strada per la quale carovane e viandanti passavano per raggiungere quella che a quel tempo fu la maestosa città di Enerand. Sorpassano le alte porte che si innalzavano in fondo alla galleria, e giungono ad un grande atrio dove, Stein racconta, guardie naniche con possenti armature e picche imponenti controllavano tutto ciò che passava. Tutto però è conservato sotto ad uno strato di pietra di un colore nero e riflessi bluastri, dando all’ambiente un atmosfera insolita.

Un altro grande portone li conduce nelle vie della città. Costruzioni in pietra edificate una appoggiandosi all’altra, collegate da passaggi e camminamenti. Vicoli si infilano nella complessità degli edifici, sgusciando tra un angolo e l’altro. Tutto pietrificato dall’ossidiana, la pietra nera che ricopre tutta la città. Notano presto che i vicoli sono popolati da statue di nani che stavano vivendo la loro vita e ora sono bloccati da centinaia di anni da una prigione di pietra. Le statue sono tutte rotte, e niente dimora all’interno se non qualche rimasuglio di polvere. Sopra alle loro teste, delle presenze invisibili vagano nell’aria, solo il contorno smussato e sfocato si può percepire. Dei lontani lamenti sembrano provenire prima da un punto della città, poi da un altro. Si accorgono inoltre di non essere soli, riescono a scorgere, prima che scompaiano tra i tetti delle case, delle piccole creature deformi e dal brutto aspetto. Ne incontrano altre, che questa volta li attaccano, ma senza creare un problema per la squadra, e scoprono essere dei demoni inferiori

Appena raggiungono un grande ponte, capiscono di essere su una parte sollevata dalla città, da qui si può comprendere meglio come è costruita la città: un enorme caverna dalla vaga forma ovale, caratterizzata da un grande colonna situata circa al centro, ospita un tappetto di casupole ed edifici, caratterizzata qua e là da edifici più alti e maestosi. Sulle pareti della caverna e sulla grande colonna centrale sono costruiti alcuni borghi, formando un secondo livello della città. Questi borghi sono collegati da ponti e due rampe adiacenti ai lati della caverna collegano il primo livello con il secondo. A sinistra rispetto all’entrata, due grandi cascate, ora pietrificate, scendono da due monumentali bocche di nano scolpite nella roccia finendo in una grande vasca arginata.

Dopo aver sconfitto alcuni spettri malvagi e un grosso demone assomigliante ad un gorilla rosso, si ritrovarono al borgo costruito su di un lato della grande colonna centrale e notano che gli spiriti che popolano la città iniziano a vorticare in direzione della piazza, situata tra le due rampe in fondo alla caverna. Vyncent capì che il rituale dei cultisti era iniziato, così decide di darsi da fare. Si concentra sulla grande gemma recuperata al castello di Lord Daenor, e con l’aiuto di Hyrsan, e la protezione di Stein, armato di martello, iniziò ad attirare le anime per intrappolarle nel cristallo.

Bran, Ushrok, Puia e Yindra si diregono invece verso la piazza il più velocemente possibile. Come passano per un altro ponte vedono con i loro occhi il rituale che una ventina di uomini stavano svolgendo nella piazza, tutti accerchiati intorno ad un mucchio di cenere, sopra ad esso una figura tiene una grossa urna verso cui le anime stavano vorticando. Si dirigono giù per la rampa per intervenire, ma un gruppo di combattenti bloccarono la via. Combattono valorosamente cercando di farsi strada, tuttavia i guerrieri sono assistiti da un potente praticante della magia. Nel frattempo Puia, nonostante la distanza, cercava di colpire a suon di frecce l’uomo che stava reggendo l’urna, in modo da destabilizzare il rituale. Gli avversari cominciavano a cadere, tuttavia gli eroi stavano subendo grosse ferite. Ora pure Bran, superati i combattenti, stava puntando alla piazza, anche se la distanza era tanta, lasciando il combattimento in mano a Ushrok e Yindra. Il mezzorco nota che lo Yuacan stava ricevendo brutti colpi e non stava riuscendo a controbattere come faceva di solito, si accostò a lui per dargli man forte. Il mezzodrago riusce finalmente a sferrare una freccia al nemico nel punto giusto, l’uomo in cima al cumulo di cenere cadde rotolando di lato, ancora vivo ma gravemente ferito. Il vorticante flusso di anime così si interrompe, venendo trascinato così verso la gemma che stava reggendo Vyncent in lontananza.

All’improvviso tutto era immobile, il tempo sembrava come essersi fermato, per tutti tranne che per l’uomo che teneva l’urna.

Si alzò in piedi e ridacchio.

Guardò malevolmente i suoi nemici, con un ghigno nascosto nella penombra del cappuccio nero. Un portale vicino a lui si aprì, rivelando al di là del passaggio un paesaggio rosso, arido e desolato, nella quale il cielo era incendianto e in lontananza si scorgevano possenti muri di fuoco.
Fece un passo in questo strano luogo, e dietro di lui si chiuse il portale.

Il tempo ricominciò a scorrere, e gli eroi rimasero stupiti. Non si arresero e continuarono a combattere. Alla rampa la situazione era grave: Yndra era a terra e ancora qualche guerriero era vivo e vegeto. Bran si dirige in mezzo alla piazza e inizia a mulinare colpi ai cultisti che erano impegnati nel rituale fino ad un momento fa, ora tutti quanti lo stanno puntando.

Puia aiutò a sconfiggere gli ultimi combattenti rimasti sulla rampa, e successivamente insieme ad Ushrok si diresse verso il centro. RImase a distanza di tiro, mentre il mezz’orco raggiunse il suo compagno in mezzo ai cultisti e spalle contro spalle in cima al cumulo di cenere combatterono i nemici.

Lo scontro terminò e affranti aiutarono Yindra a rialzarsi. Si diressero verso Stein e Vyncent , il quale era riuscito ad intrappolare una parte delle anime nella gemma, che ora sembrava essere cresciuta. Raccontarono a Vyncent ciò che videro, e non ebbero in risposta buone notizie. A quanto sembra l’uomo si diresse al piano del fuoco, e ora i sospetti di Vyncent furono più chiari: il culto sembra voler fare qualcosa con il caos elementale, il piano contente tutti i piani elementali.


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Jhor Jhor

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