La Piaga dell'Inferno

I demoni devono essere cacciati

Esplorando il passato dei nani di Enerand

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Si fermarono per riflettere. Yindra volle prendersi un po’ di tempo per ristabilirsi, questo deludente combattimento gli fece mancare fiducia in sè stesso. Meditò cercando conforto nella sua divinità, con il quale ebbe un contatto rassicurante ma non come si aspettava. Nel frattempo gli altri stavano discutendo la situazione. Il cultista che ora si trova nel piano del fuoco, il quale molto probabilmente si tratta di Heyton Vala, aggiunse Vyncent, potrebbe raggiungere il suo obiettivo da un momento all’altro, anche se sono all’oscuro di quale sia. Per fortuna nei piani esterni a quello materiale, il tempo scorre molto più lentamente, informò Vyncent. Il problema più grande per ora è raggiungere il piano del fuoco, in quanto è una pratica assai complessa e difficile.

Yindra, risvegliatosi dal suo momento di rituale, si ricordò che un pellegrino Yuacan disse di aver viaggiato tra i piani, durante il suo cammino spirituale, ma non raccontò mai esattamente come e dove. Tuttavia non rimembra il nome, molti però nelle terre di Kannea lo hanno incontrato. Kannea è la terra dove gli Yuacan si stabilirono, dopo esser stati cacciati dalla loro terra natia, la jungla Legnoscuro.

Ora come ora però, un altro problema stava pesando su di loro, nella antica città dei nani stavano ancora dimorando demoni, rimasti probabilmente ancora da quando l’arcidemone, che maledì la città, giunse in quelle caverne. Decisero di cercare l’eventuale portale che causerebbe l’arrivo di tali demoni, per chiuderlo definitivamente.

Prima di agire vollero fermarsi a riposare all’interno del grande palazzo reale che si affacciava sulla piazza. Durante la strada furono assaliti da un orda di piccoli demoni, che li constrinsero a rinchiudersi velocemente nel palazzo. Una volta dentro, ammirarono la maestosità della sala reale dei re dei nani. Soffitto alto, una lunga rampa portava al trono, e ai lati del camminamento delle vasche, una volta riempite di lava. Grosse colonne sorreggevano il soffitto, e sui lati c’erano dei passaggi che portavano alle stanze del palazzo.

Si diressero poi nel piano inferiore della città a cerca di indizi, ma non trovarono molto. Notarono, dopo un ora di ricerca, un’abitazione che probabilmente fu usata dopo che fu ricoperta di ossidiana. La porta era aperta, e dentro vi erano un letto, una scrivania, alcune armi, alcuni vestiti e una lettera:

“Cos’è una vita da immortale senza nessuno con cui parlare in confronto ad una vita da mortale infelice e perennemente all’ombra di qualcuno di più grande ma con la possibilità di compagnia. Solo ora, dopo 10 anni di solitudine, me ne rendo conto.
Non ho avuto scelta, e ora sono condannato.
Mi pento di tutti i miei sporchi desideri e ambizioni, ma so che non troverò mai perdono da nessuno.
Devo trovare un uscita da qui e raggiungere i clan sulle montagne, devo avvisarli dei demoni e del ritorno dei drow.
Forse così, Moradin mi potrà perdonare”

Stein Ironscale, il nano che un tempo abitava in quella città, disse che poteva trattarsi di Drumir, il figlio del re, il quale vendette la città all’arcidemone che pietrificò la città.

Si diressero poi verso le miniere della città. Una grossa galleria porta nelle profondità della terra, ed è percorsa da un sistema ferroviario, il quale usufruirono per muoversi più rapidamente. Arrivarono ad un blocco di rocce e detriti. Indagando capirono che probabilmente qualcuno causò una frana in modo da ostacolare il passaggio. Tornando indietro e si imbatterono in un demone delle ombre, un essere molto potente, che cercò di gelare loro l’anima. Riuscirono a sconfiggerlo e decisero di arrampicarsi su per le cascate, per raggiungere i passaggi del percorso d’acqua.


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Jhor Jhor

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