La Piaga dell'Inferno

Il destino di Bran
Il viaggio di ritorno

Precedente: Curiosando troppo a fondo


Davanti a sè, Bran vide una figura più grande di lui, slanciata e imperativa: una donna alta 3 metri, con dei capelli corvini lunghi e mossi, una carnagione mulatta e degli occhi di ghiaccio. L’espressione della creatura provoca conforto e calore, mentre il portamento austero provoca rispetto.

“Bran finalmente hai compiuto il tuo destino”, disse la creatura dando il peso giusto alle parole, “prima hai vissuto, quando i tuoi compagni sono ceduti per colpa di un tuo errore, e ora invece ti sei sacrificato per salvare i tuoi amici. Questa morte è stata necessaria per il tuo destino, ora ti sei realizzato.” la figura sorrise e avanzò verso Bran, si chinò e disse: “Io sono Istus, la dea del destino e sarò disponibile ad aiutare i tuoi amici per riportarti tra loro, se tu lo desideri.” e porse la mano al guerriero per aiutarlo ad alzarsi.

Ushrok era disperato e non sapeva che fare, aveva provato di tutto. Dopo aver realizzato che non c’era più niente da fare, si arrese e rimase seduto vicino al camino della casa di Stein a fissare il fuoco. La compagnia decise di voler far tornare il loro valoroso amico, tuttavia la resurrezione è una pratica che solo i più potenti curatori sono in grado di fare, e per ora Ushrok non ne era uno. Decise di andare a dormire per pensarci su.

La caverna era diventata enorme, e un manto di ragnatela ricopriva qualsiasi cosa vedeva. Versi di rango, rumore di grosse zampe che puntellavano il terreno, spade che venivano infilzate nella carne, grugniti di dolore, intorno a lui la battaglia scoppiettava. All’improvviso davanti a lui Bran girato di spalle stava combattendo solo contro un essere enorme, che si stava ingrandendo sempre di più. Il suo amico si stava girando lentamente, e per un secondo incrociò lo sguardo di Ushrok prima di venire travolto dalla bestia e scomparire tra il nero di mille ragni. Non si riusciva a muovere e non riusciva ad emettere nessun suono, vedeva soltanto essere trascinato via.

All’improvviso la caverna si rivelò essere composta da una trama di fili colorati a dovere, o forse la roccia si trasformò in una trama di fili, non ne era certo. Tra essi, un varco si iniziò a formare, e da esso una luca bianca intensa proveniva. Una figura femminile molto più alta di lui entrò dal varco e guardò Ushrok dritto negli occhi. Ora si riusciva a muovere, e poteva parlare. La scena intorno a lui cominciò a svanire, lasciando soltanto uno spazio vuoto e bianco. La figura dai capelli corvini parlò: " Vedo che il tuo destino ti ha portato da Kord, il dio della forza e dell’atletica. Io sono Istus, la dea del destino, e vengo a comunicarti che ti ringrazio per la tua nobile volontà di riportare tra voi Bran. Se questo è ciò che vorrete fare, io vi dirò dove potrete andare" Ushrok la guardò e confermò la sua volontà a farlo tornare. "Potrete andare dal antico nano shamano, che vive vicino a voi sulla vetta di una montagna, tuttavia non so l’esatta locazione. Oppure dirigetevi verso il tempio di Istus, a sud rispetto a voi e risanare il suo corpo con la fiala (—→ Monti Chinari, tuttavia il viaggio sarà molto più lungo", sorrise al mezz’orco,“toccherà a voi decidere…”

Ushrok si svegliò sudato e ansimante. Era ancora notte fonda, ma decise di svegliare gli altri per raccontare ciò che aveva visto. Stein disse di non sapere la locazione, tuttavia conosceva un piccolo villaggio non molto lontando da loro. Insieme discuterono e decisero di recarsi dal nano.

La mattina dopo, raccolti alcuni attrezzi da scalare, si incamminarono senza esitazioni, e si avventurarono tra le nevi dei monti Kinzalar. Dopo mezza giornata di viaggio tra il freddo e i pendi delle montagne, raggiunsero una villaggio fortificato costruito accanto ad una parete rocciosa, e nascosto in parte da essa. Si poteva notare da lontano che parte del villaggio era costruita all’interno di una grande apertura nella roccia. Le guardie poste sopra al portone di pietra parlavano solo il nanico e non sembravano molto contenti di vedere estranei. Dopo che il nano della compagnia si fece avanti per presentarsi, il villaggio accolse la compagnia sempre in modo sospetto.

Vennero accolti da un nano più alto degli altri, con un portamento imperioso e possente. La sua barba bionda e le sue grosse sopracciglia rende il suo viso infossato e imbronciato. Si presentò come Noshkad Steelbeard, il capo del clan di Kili-dûm. Ospitò i visitatori nella taverna del paese, e presto fu interessato alla loro storia. La compagnia raccontò della liberazione di Enerand, e dei nemici a cui stavano dando la caccia, stimolando la curiosità del nano. Noshkad fu sorpresa dalla loro impresa, e fu contento di ciò che hanno fatto, tuttavia raccontò che per loro erano tempi difficili. Già da molto tempo i Drow, il nemico giurato dei nani, sono tornati in superficie e hanno iniziato ad assaltare i nani rimasti sulle montagne. Kili-dûm è uno dei pochi villaggi ad essere rimasto saldo. Molti clan se ne sono andati da quelle montagne.

Rivelò loro la locazione dell’antico shamano nano, e fece in modo che gli ospiti ottenessero ciò di cui potevano aver bisogno. Nonostante l’ospitalità, i nani chiedevano molto denaro per i loro servigi. Noshkad interessato alla gemma che portava Vyncent, chiese loro di lasciargliela, poichè si trattava dei loro antenati, e avrebbe rinvigorito lo spirito degli abitanti. Decisero di lasciargliela.

La mattina seguente, arrivò la notizia di un nano morto all’interno delle mura del villaggio, ucciso da qualcuno. Noshkad si fidava troppo degli ospiti per sospettare di loro, quindi li lasciò andare. Si misero in viaggio verso la montagna lì vicina, dove Drumir, lo shamano, abitava. Con abiti pesanti, le pelli e le racchette da neve vendute dai nani, ora il viaggio era più semplice. Raggiunsero presto una piccola casa di caccia ai piedi della montagna, dove si riposarono prima di iniziare la scalata. Dopo mezza giornata di arrampicata, freddo e stanchezza raggiunsero la vetta bianca. Quando furono in cima, sentirono un verso acuto e roboante, proveniente da una grossa bestia, che li fermò per un istante. Non riuscendo né a vedere né a capire cosa aveva provocato quel rumore, proseguirono verso il fumo che proveniva da una casetta in lontananza.

Incontrarono Drumir, il quale ci mise un po’ per capire chi fossero e cosa volessero, in quanto è molto vecchio e aveva qualche difficoltà percettiva. Tutti sentirono di nuovo il verso. Drumir con fare sospettoso li fece entrare e li accolse. La compagnia chiese a lui se era in grado di far tornare in vita Bran, il quale corpo era stato trascinato prima da Yindra e poi da Ushrok fino a lì. Drumir poteva farlo, ed era disponibile a farlo e allarmò loro che il suo corpo sarò ricreato e non sarà più uguale al suo precedente corpo, ma loro accettarono comunque. Tutto questo ad una condizione. Vorrebbe che uccidessero il demone che infesta quella montagna, per troppo tempo girovagava per qui pendi, uccidendo tutti gli animali. Drumir ormai era troppo vecchio per sconfiggerlo, e gli piacerebbe che quella montagna diventasse sua prima che morisse.

La compagnia accettò e così Drumir preparò tutto il necessario per il rituale. Mise alcune pietre in cerchio, erbe e altri componenti al centro e inizio a danzare.

Bran si trovava in un luogo senza simili, l’interno di un enorme sfera, popolata da un paesaggio maestoso. A sinistra c’erano un’infinità di tavoli da lavoro, dove degli operai stavano trattando un filo. Davanti a lui immensi giardini lussuosi e a destra un grande oceano, dove al centro un solitario pinnacolo di roccia giaceva. Istus era al suo fianco e sorridente lo accompagnava dovunque volesse. Precedentemente aveva comunicato lui che i suoi compagni si stavano muovendo per farlo tornare da loro. Ora Bran era seduto vicino all’oceano, osservando il mare. Ad un certo punto Istus si alzò e disse lui che era arrivato il momento. Lo abbracciò salutò la sua dea proseguì in un groviglio di fili che si era appena formato al comando di Istus.

Bran in poco tempo si ritrovò sotterrato, riusciva malapena a muoversi e a respirare. Cercando di agitare le braccia e le mani piano piano si stava scavando una via,. La sua mano era uscita dalla terra, e sentiva molto freddo. Lentamente il suo corpo sbucò dal terreno e si ritrovò nudo in mezzo alla neve. Il suo corpo era diverso, più piccolo ma leggermente tozzo. Una peluria simile a quella dei nani era comparsa sul suo viso, ormai diverso. Si guardò, e notò di aver già visto un corpo simile, e quel corpo apparteneva ad un gnomo della roccia.

Venne travolto da un vagone di emozioni, se sentiva strano. Vide i suoi compagni e li riconosceva, venne accolto a braccia aperte e presto si sentì felice. Raccontò loro ciò che aveva visto e si fece raccontare cosa avevano compiuto, cos’era quel posto e chi avevano incontrato. Si sentì onorato di esser stato riportato in vita dal nano shamano, e si rese disponibile ad uccidere al più presto il demone. Prese la sua spada per sentire nuovamente l’elsa nelle sue mani, e ora sentiva qualcosa di diverso. Nell’arma che impugnava sentiva scorrere una fresca energia, più potente. Rinfrancato da ciò, era pronto ad affrontare qualsiasi cosa insieme ai suoi compagni.

Dopo aver riposato la compagnia fu pronta e si incamminarono alla ricerca del demone. Seguirono i versi, e grazie alla guida dell’aquila compagna di Drumir, trovarono un grande essere dotato di ali. Era completamente nero, e aveva una grossa mandibola completata dalla parte superiore di becco d’uccello. Calvo e con delle piccole corna.
Nonostante la potenza del demone, la compagnia ebbe poche difficoltà a sconfiggere il demone, poichè ora potevano combattere di nuovo insieme.


Precedente: Curiosando troppo a fondo


Wiki |Mappa|Personaggi

View
Curiosando troppo a fondo
L'ascesa dei rivali dei nani

Precedente: I demoni devono essere cacciati
Successivo: Il destino di Bran


Raggiunto l’apice della cascata d’ossidiana, videro davanti a loro estendersi una caverna naturale, dettagliata da stalattiti e stalagmiti. Si può seguire a vista il percorso del vecchio corso d’acqua fino al punto in cui probabilmente spuntava da sotto la roccia. Proseguendo avanti, la strada si divide, dei piccoli scalini portano verso l’alto, da cui si può percepire una fredda e leggera brezza, mentre un passaggio naturale procede verso il basso svoltando leggermente verso destra.

Decidono di proseguire verso il basso, alla ricerca di qualche indizio che li porti ai demoni. Avventurandosi nel passaggio naturale, incontrano un corridoio stretto che probabilmente sbuca in un’altra galleria, da cui percepiscono provenire delle voci dal tono lieve ma aggressivo nelle intenzioni.

Procedendo di soppiatto decidono di avventarsi nella galleria e sorprendere qualsiasi cosa ci fosse li dentro. Come il primo della fila si getta, vengono tutti colpiti da un’oscurità tremenda, come in risposta all’assalto. Riferendosi alle urla e ai ruggiti di Yindra, il resto della compagnia lo aiuta a sconfiggere i nemici. Quando tutti si calmò, notano di aver ucciso due elfi dalla pelle scura, fino ad ora mai sentiti. Stein Ironscale, il vecchio nano, rimane sorpreso da questa scoperta e rivela loro essere un antico nemico dei nani: i Drow. I drow sono una razza elfica nascostasi nel sottosuolo, facendosi amici i ragni e combattendo per una macabra religione.

Questi due elfi scuri si sono stabiliti qui, formando una sorta di piccolo avamposto. Un tavolo a destra del passaggio, con due barili, e due giacigli a sinistra scavati nella roccia, con accanto un rastrello per depositare le armi. In questo antro, più avanti si possono notare delle rotaie percorrere un corridoio che si estende nel buio della caverna.

Percorrendo le rotaie, capiscono di essere dall’altra parte della frana ( - I demoni devono essere cacciati della miniera dei nani. Andando nell’altro senso si avventurano nel corridoio buio, e ora che ci sono vicino notano essere pieno di ragnatele. Più avanti le rotaie si interrompono per poi proseguire dopo un largo buco, probabilmente scavato, da dove grosse ragnatele spuntano.

Entrando in contatto con le ragnatele, percepiscono presto dei movimenti in fondo alla galleria verticale riempita di bava di ragno. Decidono di dar fuoco alle ragnatele, che presto si consumano fino ad un certo punto della galleria. Ora ragni grandi quanto un umano stanno percorrendo verso l’alto la galleria, raggiungendo presto la compagnia, ricostituendo velocemente le ragnatele. In poco temo la battaglia è iniziata, e gli eroi si ritrovano a combattere contro quattro ragni giganti, mentre probabilmente altri li stanno raggiungendo.

I guerrieri dimostrano facilmente la loro superiorità, tuttavia altri ragni, ora piccoli, ora grandi continuano a spuntare dal buco. Iniziano a ricevere qualche ferita, ma impassibili continuano a combattere. Pure Stein e Vyncent si uniscono alla battaglia.
In poco tempo, tutto ciò che spunta dalla buca riescono a ucciderlo senza troppe esitazioni. Quelli vicini all’orlo del buco notano che però non è finita, altri ragni stanno salendo, e alcuni sono ancora più grossi. Iniziano a subire grossi colpi, e qualcuno per un attimo cede.
Un morso velenoso colpisce Ushrok ferendolo mortalmente, portandolo in uno stato di paralisi. Yindra, assetato di vendetta, percepisce il crescendo della situazione e si lancia nel buco, sicuro delle sue capacità, cercando di colpire un grosso ragno che stava salendo. Con uno grande sforzo riesce ad ucciderlo, ma rimane bloccato nelle ragnatele sospese nel buco.

Sospeso mezz’aria, nota in fondo alla galleria, dietro all’orda di ragni che continua a salire, un essere dalle zampe lunghe 20 braccia si sta lentamente muovendo verso di loro, un corpo grosso e occhi enormi. Per un attimo la creatura si ferma lontana da Yindra, e da lì sputa una ragnatela, densa e grossa, che prende in pieno lo Yuacan, e dalla forza dell’impatto viene trascinato fino al soffitto sopra alla galleria. Da lì in alto, lancia il suo spadone magico, cercando di colpire il grosso ragno, tuttavia lo manca e perde la sua arma.

Gli eroi continuano a subire colpi, e quando spunta l’enorme ragno che ha colpito ii barbaro rimangono sorpresi. Puia che fino a quel momento stava sparando frecce verso i nemici, però capisce che i nemici sono troppi ed è meglio ritirarsi. Vyncent accorre per trascinare via Ushrok, e pian piano si portano verso l’uscita, mentre Puia li copre. Yindra riesce a liberarsi e si avventa in groppa alla creatura, cercando di danneggiarla. Bran ormai sfinito, decide di rimanere lì per dare protezione ai suoi compagni, a costo della sua vita, e il nano rimane al suo fianco, ma cerca di convincerlo ad andarsene da lì.

Bran viene morso al fianco dal gigantesco ragno che si porta via un pezzo di torace, e il paladino cade a terra senza più vita. Il nano disperato trascina Bran, fuori da quel posto per poterlo salvare.
Yindr’Asek senza più niente, salta giù dal ragno e corre via, mentre un illusione creata da Vyncent distrae i ragni.

Bran si risveglia in un luogo sconosciuto. Dei fili lo stanno reggendo, e fili coprono la vista in qualsiasi direzione, si sente quasi soffocato. Non comprende dove sia, l’ultima cosa che ricorda era due grosse tenaglie che lo spezzano. D’un tratto dei fili si discostano lentamente, e una luce accecante compare davanti a lui.


Precedente: I demoni devono essere cacciati
Successivo: Il destino di Bran


Wiki |Mappa|Personaggi

View
I demoni devono essere cacciati
Esplorando il passato dei nani di Enerand

Precedente: La città fantasma
Successivo: Curiosando troppo a fondo


Si fermarono per riflettere. Yindra volle prendersi un po’ di tempo per ristabilirsi, questo deludente combattimento gli fece mancare fiducia in sè stesso. Meditò cercando conforto nella sua divinità, con il quale ebbe un contatto rassicurante ma non come si aspettava. Nel frattempo gli altri stavano discutendo la situazione. Il cultista che ora si trova nel piano del fuoco, il quale molto probabilmente si tratta di Heyton Vala, aggiunse Vyncent, potrebbe raggiungere il suo obiettivo da un momento all’altro, anche se sono all’oscuro di quale sia. Per fortuna nei piani esterni a quello materiale, il tempo scorre molto più lentamente, informò Vyncent. Il problema più grande per ora è raggiungere il piano del fuoco, in quanto è una pratica assai complessa e difficile.

Yindra, risvegliatosi dal suo momento di rituale, si ricordò che un pellegrino Yuacan disse di aver viaggiato tra i piani, durante il suo cammino spirituale, ma non raccontò mai esattamente come e dove. Tuttavia non rimembra il nome, molti però nelle terre di Kannea lo hanno incontrato. Kannea è la terra dove gli Yuacan si stabilirono, dopo esser stati cacciati dalla loro terra natia, la jungla Legnoscuro.

Ora come ora però, un altro problema stava pesando su di loro, nella antica città dei nani stavano ancora dimorando demoni, rimasti probabilmente ancora da quando l’arcidemone, che maledì la città, giunse in quelle caverne. Decisero di cercare l’eventuale portale che causerebbe l’arrivo di tali demoni, per chiuderlo definitivamente.

Prima di agire vollero fermarsi a riposare all’interno del grande palazzo reale che si affacciava sulla piazza. Durante la strada furono assaliti da un orda di piccoli demoni, che li constrinsero a rinchiudersi velocemente nel palazzo. Una volta dentro, ammirarono la maestosità della sala reale dei re dei nani. Soffitto alto, una lunga rampa portava al trono, e ai lati del camminamento delle vasche, una volta riempite di lava. Grosse colonne sorreggevano il soffitto, e sui lati c’erano dei passaggi che portavano alle stanze del palazzo.

Si diressero poi nel piano inferiore della città a cerca di indizi, ma non trovarono molto. Notarono, dopo un ora di ricerca, un’abitazione che probabilmente fu usata dopo che fu ricoperta di ossidiana. La porta era aperta, e dentro vi erano un letto, una scrivania, alcune armi, alcuni vestiti e una lettera:

“Cos’è una vita da immortale senza nessuno con cui parlare in confronto ad una vita da mortale infelice e perennemente all’ombra di qualcuno di più grande ma con la possibilità di compagnia. Solo ora, dopo 10 anni di solitudine, me ne rendo conto.
Non ho avuto scelta, e ora sono condannato.
Mi pento di tutti i miei sporchi desideri e ambizioni, ma so che non troverò mai perdono da nessuno.
Devo trovare un uscita da qui e raggiungere i clan sulle montagne, devo avvisarli dei demoni e del ritorno dei drow.
Forse così, Moradin mi potrà perdonare”

Stein Ironscale, il nano che un tempo abitava in quella città, disse che poteva trattarsi di Drumir, il figlio del re, il quale vendette la città all’arcidemone che pietrificò la città.

Si diressero poi verso le miniere della città. Una grossa galleria porta nelle profondità della terra, ed è percorsa da un sistema ferroviario, il quale usufruirono per muoversi più rapidamente. Arrivarono ad un blocco di rocce e detriti. Indagando capirono che probabilmente qualcuno causò una frana in modo da ostacolare il passaggio. Tornando indietro e si imbatterono in un demone delle ombre, un essere molto potente, che cercò di gelare loro l’anima. Riuscirono a sconfiggerlo e decisero di arrampicarsi su per le cascate, per raggiungere i passaggi del percorso d’acqua.


Precedente: La città fantasma
Successivo: Curiosando troppo a fondo


Wiki |Mappa|Personaggi

View
La città fantasma
Il rituale del culto

Precedente: Verso l’antica città d’ossidiana
Successivo: I demoni devono essere cacciati


Dopo essersi preparati, si avventurano nella grande via scavata ai piedi del monte. Percorrono una strada per la quale carovane e viandanti passavano per raggiungere quella che a quel tempo fu la maestosa città di Enerand. Sorpassano le alte porte che si innalzavano in fondo alla galleria, e giungono ad un grande atrio dove, Stein racconta, guardie naniche con possenti armature e picche imponenti controllavano tutto ciò che passava. Tutto però è conservato sotto ad uno strato di pietra di un colore nero e riflessi bluastri, dando all’ambiente un atmosfera insolita.

Un altro grande portone li conduce nelle vie della città. Costruzioni in pietra edificate una appoggiandosi all’altra, collegate da passaggi e camminamenti. Vicoli si infilano nella complessità degli edifici, sgusciando tra un angolo e l’altro. Tutto pietrificato dall’ossidiana, la pietra nera che ricopre tutta la città. Notano presto che i vicoli sono popolati da statue di nani che stavano vivendo la loro vita e ora sono bloccati da centinaia di anni da una prigione di pietra. Le statue sono tutte rotte, e niente dimora all’interno se non qualche rimasuglio di polvere. Sopra alle loro teste, delle presenze invisibili vagano nell’aria, solo il contorno smussato e sfocato si può percepire. Dei lontani lamenti sembrano provenire prima da un punto della città, poi da un altro. Si accorgono inoltre di non essere soli, riescono a scorgere, prima che scompaiano tra i tetti delle case, delle piccole creature deformi e dal brutto aspetto. Ne incontrano altre, che questa volta li attaccano, ma senza creare un problema per la squadra, e scoprono essere dei demoni inferiori

Appena raggiungono un grande ponte, capiscono di essere su una parte sollevata dalla città, da qui si può comprendere meglio come è costruita la città: un enorme caverna dalla vaga forma ovale, caratterizzata da un grande colonna situata circa al centro, ospita un tappetto di casupole ed edifici, caratterizzata qua e là da edifici più alti e maestosi. Sulle pareti della caverna e sulla grande colonna centrale sono costruiti alcuni borghi, formando un secondo livello della città. Questi borghi sono collegati da ponti e due rampe adiacenti ai lati della caverna collegano il primo livello con il secondo. A sinistra rispetto all’entrata, due grandi cascate, ora pietrificate, scendono da due monumentali bocche di nano scolpite nella roccia finendo in una grande vasca arginata.

Dopo aver sconfitto alcuni spettri malvagi e un grosso demone assomigliante ad un gorilla rosso, si ritrovarono al borgo costruito su di un lato della grande colonna centrale e notano che gli spiriti che popolano la città iniziano a vorticare in direzione della piazza, situata tra le due rampe in fondo alla caverna. Vyncent capì che il rituale dei cultisti era iniziato, così decide di darsi da fare. Si concentra sulla grande gemma recuperata al castello di Lord Daenor, e con l’aiuto di Hyrsan, e la protezione di Stein, armato di martello, iniziò ad attirare le anime per intrappolarle nel cristallo.

Bran, Ushrok, Puia e Yindra si diregono invece verso la piazza il più velocemente possibile. Come passano per un altro ponte vedono con i loro occhi il rituale che una ventina di uomini stavano svolgendo nella piazza, tutti accerchiati intorno ad un mucchio di cenere, sopra ad esso una figura tiene una grossa urna verso cui le anime stavano vorticando. Si dirigono giù per la rampa per intervenire, ma un gruppo di combattenti bloccarono la via. Combattono valorosamente cercando di farsi strada, tuttavia i guerrieri sono assistiti da un potente praticante della magia. Nel frattempo Puia, nonostante la distanza, cercava di colpire a suon di frecce l’uomo che stava reggendo l’urna, in modo da destabilizzare il rituale. Gli avversari cominciavano a cadere, tuttavia gli eroi stavano subendo grosse ferite. Ora pure Bran, superati i combattenti, stava puntando alla piazza, anche se la distanza era tanta, lasciando il combattimento in mano a Ushrok e Yindra. Il mezzorco nota che lo Yuacan stava ricevendo brutti colpi e non stava riuscendo a controbattere come faceva di solito, si accostò a lui per dargli man forte. Il mezzodrago riusce finalmente a sferrare una freccia al nemico nel punto giusto, l’uomo in cima al cumulo di cenere cadde rotolando di lato, ancora vivo ma gravemente ferito. Il vorticante flusso di anime così si interrompe, venendo trascinato così verso la gemma che stava reggendo Vyncent in lontananza.

All’improvviso tutto era immobile, il tempo sembrava come essersi fermato, per tutti tranne che per l’uomo che teneva l’urna.

Si alzò in piedi e ridacchio.

Guardò malevolmente i suoi nemici, con un ghigno nascosto nella penombra del cappuccio nero. Un portale vicino a lui si aprì, rivelando al di là del passaggio un paesaggio rosso, arido e desolato, nella quale il cielo era incendianto e in lontananza si scorgevano possenti muri di fuoco.
Fece un passo in questo strano luogo, e dietro di lui si chiuse il portale.

Il tempo ricominciò a scorrere, e gli eroi rimasero stupiti. Non si arresero e continuarono a combattere. Alla rampa la situazione era grave: Yndra era a terra e ancora qualche guerriero era vivo e vegeto. Bran si dirige in mezzo alla piazza e inizia a mulinare colpi ai cultisti che erano impegnati nel rituale fino ad un momento fa, ora tutti quanti lo stanno puntando.

Puia aiutò a sconfiggere gli ultimi combattenti rimasti sulla rampa, e successivamente insieme ad Ushrok si diresse verso il centro. RImase a distanza di tiro, mentre il mezz’orco raggiunse il suo compagno in mezzo ai cultisti e spalle contro spalle in cima al cumulo di cenere combatterono i nemici.

Lo scontro terminò e affranti aiutarono Yindra a rialzarsi. Si diressero verso Stein e Vyncent , il quale era riuscito ad intrappolare una parte delle anime nella gemma, che ora sembrava essere cresciuta. Raccontarono a Vyncent ciò che videro, e non ebbero in risposta buone notizie. A quanto sembra l’uomo si diresse al piano del fuoco, e ora i sospetti di Vyncent furono più chiari: il culto sembra voler fare qualcosa con il caos elementale, il piano contente tutti i piani elementali.


Precedente: Verso l’antica città d’ossidiana
Successivo: I demoni devono essere cacciati


Wiki |Mappa|Personaggi

View
Verso l'antica città d'ossidiana
La vera faccia di Vyncent

Precedente: Il castello di Lord Daenor
Successivo: La città fantasma


Parlare con Vyncent non fu facile, in quanto mentre parla si confonde spesso da solo e cambia argomento, dimenticandosi di cosa stava parlando. I quattro eroi vengono a sapere, con fatica, che è stato il culto a far scoppiare la piaga nelle città. Vyncent invece ha cercato di inseguirli per fermarli o almeno per capire quali fossero i loro piani.
Vyncent è un uomo che opera per una strana entità, chiamata Hyrsan, il principe dei folli. Non è un dio, ma neppure un essere del piano materiale. Guida Vyncent grazie ai suoi poteri, a garantisce lui parte della sua forza.

Vyncent rivelò che il culto era intenzionato a catturare tutte le anime, rimaste ancorate a questo piano, ancora presenti nella città di Enerand. Di certo questo non è un buon segno, e Vyncent aveva intenzione di fermarli, purtroppo però, per quanto sia deciso nelle sue intenzioni, la sua idea di entrare nel castello in pieno giorno quando le guardie hanno rifiutato di farlo entrare non era la migliore.

Disse che era arrivato fin qui per prendere con sè una gemma dalle modeste dimensioni, e che con quella sarebbe stato capace di rinchiudere le anime ancora vaganti nella città dove il culto era diretto. Ora che il Lord del castello non c’è più, la gemma può essere recuperata e gli eroi decisero di aiutare Vyncent nell’impresa. Tuttavia non si fidavano appieno della sanità mentale di quel individuo che avevano di fronte, così decisero di lasciarlo nella cella per la notte. Così che non possa scappare, o partire da solo per conto suo.

Nel frattempo alcune guardie, che ora ascoltavano il nuovo signore e i suoi servi, erano andate a chiamare la gente del villaggio di Verast, così che potessero stabilirsi all’interno delle mura e che tutti potessero collaborare per far crescere quel luogo insieme. Quella sera venne deciso che, in assenza di Bran, Eryet, la signora che ospitò i quattro guerrieri al loro arrivo a Verast, sarà colei che gestirà il castello.

Le mure verranno ampliate, e nuovi campi verranno stabiliti intorno al castello. Nel frattempo i pescatori verranno accompagnati dalle guardie al lago e protetti da loro, così che possano fornire cibo in sicurezza. Una nuova atmosfera per gli abitanti di Verast si stava instaurando, un atmosfera più pacifica e sicura.

I quattro combattenti il giorno dopo partirono insieme a Vyncent verso la città di Enerand, per fermare il culto. Durante il viaggio passando per alcune colline (Mappa) incontrarono un altra strana situazione. Si ritrovarono in una radura, in cima ad una collina boscosa, in cui gli alberi sembrano essere bruciati. Cenere e tronchi carbonizzati dimoravano in questo paesaggio. Notarono infatti che in quella zona stava vagando una creatura che sembrava fatta di fiamme, una grande bestia serpentina completamente incendiata. Sembrava, anche se la riuscirono a eliminare senza troppi problemi, pericolosa e più di tutto sembrava non appartenere a questo mondo.

Proseguirono il loro cammino, fin quando non arrivarono ai piedi delle montagne, dove un sentiero conduceva ad un entrata maestosa caratterizzata da un enorme faccia nanica, la cui bocca faceva da passaggio all’interno della montagna. Di fronte a quest’entrata vi erano costruite alcune abitazioni in pietra, probabilmente naniche. Ma quando arrivarono lì trovarono sangue e rovina. I cadaveri di una ventina di nani giacevano per le strade, uno di loro era squarciato e fatto a pezzi, probabilmente fu uno dei pochi che si era ribellato.

Un nano seduto con la schiena appoggiata ad una casa sembrava però ancora respirare. Lo aiutarono a riprendersi, fornendo lui cure e supporto e parlò. Disperato da quello che era successo, disse che alcuni uomini incappucciati erano arrivati e senza chiedere, nè dire nulla sterminarono i nani per poi addentrarsi nell’entrata della montagna. Il vecchio nano si chiama Stein Ironscale, e si era stabilito qui dopo esser tornato, tempo fa, da un viaggio ed aver trovato la città completamente pietrificata dalla lava, e così fecero altri nani nella sua stessa situazione.

Il nano ormai senza più niente, si rifiutava di aiutare i quattro eroi, voleva solo finire la sua vita ormai vuota, ma loro lo rinfrancarono e gli offrirono un nuovo posto dove vivere insieme ad altra gente. Il nano si fece convicere, e dopo essersi ripreso decise che fara loro da guida.


Precedente: Il castello di Lord Daenor
Successivo: La città fantasma


Wiki |Mappa|Personaggi

View
Il castello di Lord Daenor
Incidente Diplomatico

Precedente: Il libro del Mago
Successivo: Verso l’antica città d’ossidiana


Dopo aver riconsegnato il libro degli incantesimi, fecero leggere la lettera ad Andil, presa dai cadaveri degli strani uomini che stavano svolgendo il rituale a Brestad ( —> Spedizione a Brestad).


Dobbiamo muoverci. Presto Vyncent ci raggiungerà. Catturate la bestia e dirigetivi verso l’antica città perduta di Enerand, ci incontreremo lì.
Heyton Vala


Vyncent era considerato un eretico, ed era stato avvistato ad Heawood e a Brestad poco prima che la piaga scoppiasse. Sybel disse che le pareva di aver sentito delle voci in taverna dire che Vyncent era diretto a Verast poco prima dell’inizio del disastro. Queste informazioni, aggiungevano nuovi risvolti alle priorità del gruppo che decise di sottoporre il problema all’attenzione dei saggi del villaggio.Così gli eroi tornati all’accampamento radunarono un consiglio composto da Andil, Ganvard, Greyd, Sharon e Will Helmund per discutere sul da farsi. Decisero insieme che prima di verificare cosa volessero fare gli uomini del culto ad Enerand, era necessario intercettare Vyncent, catturarlo e interrogarlo su cosa stava succedendo.

La mattina dopo i quattro eroi erano già in viaggio verso Verast alla ricerca di Vyncent. Quando furono giunti vicino al lago Narbio dei piagati li assalirono, e mentre il combattimento stava per iniziare uno strano evento si manifestò. In quella zona iniziarono a formarsi dei grossi cristalli rosa semi trasparenti, il terreno e le rocce si trasformarono nello stesso materiale. Tutta la zona circostante, in poco tempo, era diventata fragile e rosa senza spiegazione. Dubbiosi, dopo aver sconfitto i piagati ed essersi allontanati dal quella strana formazione improvvisa, continuarono il loro viaggio .

Per un totale di quattro giorni viaggiarono verso Verast. Arrivati lì, trovarono stranamente vita, il villaggio stava continuando a vivere i suoi giorni. Scoprirono dalla gentile Eryet, che lì ospitò la notte, che il villaggio era protetto dal nobile Daenor, residente nel castello lì vicino.

Eryet rivelò loro che Vyncent era giunto lì già da tempo, ed era intenzionato ad andare al castello del Lord. Analizzando ciò che Vyncent aveva lasciato nella stalla, dove dormiva, capirono che probabilmente aveva intenzione di ottenere un oggetto posizionato nella probabile camera del Lord.

Si diressero al castello, ma non erano benvenuti all’interno delle mura. Così spacciarono Bran per il lord di nuova Heawood cosicchè il lord Daenor si degnasse di parlare con loro. I lord li ricevette nelle stalle, dopo aver tolto loro le armi e dopo essersi assicurato di essere circondato da abbastanza guardie. Discuterono prima di Vyncent, che si scoprì fosse prigioniero di Daenor, e poi del destino del villaggio. Daenor non li trattava bene, e dava loro la netta sensazione di sentirsi superiore a loro. Lo notò sopratutto Yndra che fingendosi uno dei servi di Bran, veniva trattato come un animale per via del suo lignaggio Yuacan. Finita la pazienza Yndra si sfogò su Daenor che presto finì ucciso nella rissa che si scatenò in un istante. Il capitano dei soldati, vista l’occasione continuò a combattere contro gli ospiti così da ottenere il potere del castello una volta uccisi. Purtroppo per lui però i quattro guerrieri sterminarono gran parte dei soldati, compreso lui. I rimanenti capirono che non avevano molte possibilità contro di loro e si arresero, anche perchè non avevano più nessuno per cui combattere.

I soldati, dopo aver realizzato che Daenor fu ucciso, si sentirono finalmente liberi dalle paranoie del Lord. Bran disse loro che il villaggio sarà unito al castello, e darà loro, come nuovo lord protettore di quelle terre, tranquillità e sicurezza.

Si diressero finalmente alle celle, dove Vyncent era tenuto prigioniero. E scoprirono presto che questo strano individuo, leggermente fuori di senno, in realtà non stava collaborando con il culto del Tramonto, ma anzi stava lottando per contrastarlo, e si era diretto qui per prendere una grande gemma che gli servirà per ostacolare i loro piani.


Precedente: Il libro del Mago
Successivo: Verso l’antica città d’ossidiana


Wiki |Mappa|Personaggi

View
Il libro del Mago
Alla ricerca di risposte

Precedente: Banditi!!
Successivo: Il castello di Lord Daenor


Invece di tornare subito all’ accampamento, deciso di passare prima per Brestad per recuperare il libro di Andil, che sarebbe servito a decifrare la lettere trovata da uno dei cultisiti vicino all’arena.

Garrosh con il resto dei prigionieri trovati nel covo dei banditi tornarono direttamente all’ accampamento, con lui non si sarebbero persi e sarebbero stati al sicuro.

Arrivati a Brestad trovarono, come la volta precedente, morte e desolazione. La città era infestata ancor più dai piagati. Prima di arrivare al tempio, dove pensavano potesse collocarsi il libro cercarono in qualche negozio ancora intatto per trovare qualche piccolo aiuto. Trovarono di nuovo lungo la strada altri di quei abomini formatosi dai cadaveri dei piagati, ma riuscirono a gestirli senza troppe difficoltà.

Arrivati al tempio. notarono qualcosa di strano. Vicino al tempio, l’entrata di una casa in pietra era sfondata in modo da rendere l’entrata più grande, come se quel passaggio venisse usato spesso da qualcuno di grosso. Cercarono in qualsiasi angolo, ma nessuna traccia del libro venne trovata. Lì il valoroso Bran, scoprì grazie alla sua spada spezzata, che qualcosa al santuario di Istus, la dea del destino, lo stesse attirando. Sentiva che qualcosa dentro di lui alla vista del santuario lo smuoveva e gli desse una pura energia. Prese questo evento come un segno e raccolse un simbolo di Istus lasciato lì vicino, per essere così guidato da questo legame.

Non trovando il libro notarono una cosa: che un piagato vagante in una delle stanze del tempio aveva appena raccolto un piccolo oggetto trovato a terra e se lo stava tenendo. Dopo aver sezionato il piagato con un unico colpo, si sono diretti verso la casa di pietra con l’entrata sfondata e trovarono che un grosso tunnel era scavato nel pavimento dell’abitazione, e conduceva ad un’enorme tana.

Lì trovarono cadaveri ammucchiati qui e lì, e tra questi mucchi Ushrok scorse una gemma Ziri che prese con sè.
Proseguendo si ritrovarono in una grande sala scavata con al centro un enorme fossa riempita con un mucchio di cadaveri, alto all’incirca 6 metri. Notarono che il libro era finito proprio nella fossa, probabilmente qualche piagato lo aveva portato lì.
Bran, Ushrok e Yindra scesero nella fossa per recuperarlo, mentre Puia rimase sopra a coprire i suoi compagni nel caso fosse successo qualcosa.

Il mucchio iniziò a muoversi, non appena un ennesimo piagato si lanciò nella fossa, e in quel momento capirono che i piagati venivano lì a morire e si buttavano tutti nello stesso ammasso di cadaveri.
Presto i cadaveri si animarono formando un enorme ammasso di membra, organi e ossa che lento si stava alzando.

Dentro la fossa i tre eroi si stavano allarmando all’accadere di ciò, si sbrigarono e recuperare il libro e tentarono di risalire sù in fretta, cadendo un paio di volte prima di riuscirci. Svelti si dirissero verso l’uscita, ma notarono che il grande mucchio di corpi non li aveva notati, e ora stava per sfondare il soffitto. Prontamente Puia scagliò una freccia infuocata in mezzo ai corpi, mentre il mucchio si stava ancora formando e piano stava iniziando a prendere fuoco.

Usciti dal tunnel videro sbucare dalla superficie la creatura che si era formata, era enorme e imponente. Continuarono a scagliare fuoco e tuoni, facendo uso anche della magia di Kord, e pian piano incendiarono il colosso.
Si avventarono con le armi addossi a lui, ma vennero scaraventati indietro. Il colosso tuttavia si stava incenerendo, e presto finì di muoversi.

I quattro combattenti si diressero verso le porte della città e notarono con orrore, che altri colossi stavano spuntando dalla superficie della città. Inorriditi se ne andarono alla svelta, contenti di aver recuperato il libro.


Precedente: Banditi!!
Successivo: Il castello di Lord Daenor


Wiki |Mappa|Personaggi

View
Banditi!!
Un assalto inaspettato

Precedente: Spedizione a Brestad
Successivo: Il libro del Mago


Tornati all’ accampamento i superstiti di Brestad furono contenti di vedere altre facce amichevoli. Delle tende furono assegnati ai
nuovi, e si sistemarono subito. Prendendo l’opportunità di socializzare, si scopre che tra i nuovi pure il prete di Boccob del tempio in città era presente. Il suo nome è Andil e rivelò di essere un ricercatore di magia caotica.

Qualcosa turbava Bran, notò che l’ accampamento, nonostante fosse in cima ad una collina, era vulnerabile a qualsiasi minaccia ed aveva bisogno di combattenti pronti a difendere quel piccolo buco. Così con l’aiuto di Sharon iniziò a insegnare a combattere a coloro che volevano imparare. Una decina di cadetti si presentarono tra cui e presto si diedero da fare.
I cadetti non sembravano reagire bene, stavano imparando con lentezza. Durante una dimostrazione di combattimento, per via di un malinteso, Yindra, lo yuacan furioso, intervenne scaraventandosi sui cadetti, pensando di spaventarli così che il loro istinto di sopravvivenza venisse a galla, e questi si trovarono impreparati e presto caddero svenendo sotto i colpi, non letali ma comunque poderosi, che mulinava il guerriero. I cadetti cercarono di tenerlo a bada, ma non c’era niente da fare, così Bran, infuriato per tale interruzione, si lanciò per colpire Yndra. Una tragedia stava per accadere, perchè i due guerrieri stavano iniziando a scagliarsi colpi letali e tutti e due sembrassero intenzionati a sfogare tutta la loro potenza sull’altro.
Nella mischia un fumo si scaturò, ostacolando la visione a tutti. Presto la lotta si placò, e tutti furono ancora vivi. Senza dire una parola Bran, arrabbiato dell’accaduto, si isolò dal resto delle persone e andò a meditare vicino al fiume verso la montagna, lasciando le discussioni dietro di sè.

Passato poco tempo da questo evento, Bran, notò tra gli alberi dietro di sè dei movimenti. Prontamente si nascose dietro ad una roccia, cercando di scrutare cosa stava succedendo.
Capì che un gruppo di persone armate stava preparando un agguato. Provando ad allontanarsi fece notare, e gli assaltatori partirono all’attacco.
Correndo il più velocemente possibile si andò a riparare dietro le tende, allarmando tutto l’ accampamento. Presto i combattenti si schierarono e contrastarono l’attacco. In poco tempo la difesa ebbe successo, e i nemici furono spazzati.
Scoprirono da una mappa trovata nel corpo di un nemico, che probabilmente questo gruppo di banditi si nascondeva a ovest, non molto lontano dall’accampamento.

Indecisi sul da farsi, si avventurarono insieme a Puia, che conosceva bene la zona, verso il punto segnato sulla mappa, considerando pure la richiesta di Andil di recuperare il suo libro degli incantesimi a Brestad, cosicchè potesse aiutarli a decifrare la lettera trovata.
Arrivati a destinazione, scovarono il covo di questo gruppo di banditi, nascosta tra gli alberi ai piedi di una formazione rocciosa.

Prontamente affrontarono i banditi, e si accorsero presto che il covo accoglieva un gran numero di persone. Qui ancora una volta il gioco di squadra favorì i guerrieri, e ora grazie anche al veloce arco e alla ferocia di un drago di Puia la squadra lavorava ancora meglio.
La maggior parte dei banditi fu sterminata nell’antro principale, mentre un ultimo gruppo si rinchiuse. Prima di procedere, esplorando il covo, trovarono alcuni prigionieri. Liberarono Sybel e Benne, moglie e figlia di Puia, e altri due yuacan, tra cui Ialcos, amico d’infanzia di Yuacan che si era recato a Brestad per liberare gli yuacan schiavizzati.

La figlia del sangue di drago era infettata, era stata morsa sul braccio da un piagato, un giorno prima in città. Il destino della figlia era segnato, e non c’era niente da fare. Puia pensando al bene della figlia, decise che il braccio doveva essere reciso, così che la ferita corrotta non si potesse espandere. Dopo un accesa discussione, tutti furono d’accordo, ma la bambina non era per niente contenta di ciò.
Prima di tornare indietro, proseguirono per il covo e combatterono nell’ultima sala, dove un capitano dei banditi di Danash aveva organizzato bene la difesa. Bran riconobbe questo capitano, in quanto faceva parte della squadra di banditi che sterminò i suoi compagni nella provincia di Heawood. Infuriato come non mai, lo scontro fu intenso, e per entrambi i fronti fu impegnativa la battaglia.

Gli eroi ottennero una vittoria faticata ma soddisfacente. Vittoriosi si presero quello che potrebbe esser stato necessario per l’accampamento, un barile d’argento, cibo, utensili e due sani cavalli, e si avviarono per il ritorno.


Precedente: Spedizione a Brestad Successivo: Il libro del Mago


Wiki |Mappa|Personaggi

View
Spedizione a Brestad
Alla ricerca di speranza

Precedente: Sopravvisuti
Successivo: Banditi!!


L’accampamento doveva organizzarsi, e cosa più importante, oltre ad assicurarsi che ci fosse cibo e acqua, era procurarsi strumenti e utensili per la costruzione di un riparo e di pratiche difese. Will Helmund cercò tra i superstiti qualche volontario che possa dirigersi a Brestad, la città lì vicino, per cercare ciò che era necessario, e magari qualche altro sopravvissuto a cui offrire un riparo.

Tre volontari si fecero avanti: Bran, valoroso miliziano che in passato è sopravvissuto dove i suoi compagni caddero, Ushrok, un possente mezz’orco gladiatore benedetto dal potere di Kord e Yndra lo yuacan che combatte per la libertà dei suoi fratelli.

Il piccolo gruppo si diresse a Brestad e videro subito la devastazione che colpì la città. Uccidendo gli aggressivi piagati trovati per le strade, corsero in aiuto di un giovane halfling che stava cercando di portare in salvo un elfa e i suoi figli. L’halfling di nome Ganvard si rivelò subito essere un chierico di Istus che decise di rimanere a Brestad per salvare più vite possibile.

Ganvard condusse celeramente i tre guerrieri, sfruttando magazzini, sottopassaggi, e stretti vicoli, ad un piccolo rifugio dove altri otto superstiti si tenevano rinchiusi in salvo dal grande numero di piagati che erano presenti nei dintorni.

Fino ad ora nessuno di loro aveva affrontato niente del genere, ma ancora nessuno sapeva cosa avevano gli altri compagni in serbo. Ognuno di loro tirò fuori il meglio di sè rivelandosi una preziosa risorsa per gli altri compagni, Ushrok fece uso dei suoi nuovi poteri per rafforzare i compagni e colpire i nemici con la forza di Kord, Bran tirò fuori la sua tattica audace e la resilienza degna di un guerriero segnato dal destino mentre Yndra grazie alla sua fede mistica e riservata scatenò una furia devastante sui nemici.

Fu solo una questione di tempo, e i superstiti poterono uscire dal rifugio. Ma per i tre guerrieri non era finita. Si incuriosirono all’accadere di qualcosa di insolito. Scorsero che non molto lontano da lì, vicino all’arena di Brestad, un gruppo di persone misteriose e incappucciate si stava riunendo attorno ad una grande bestia rinchiusa in una gabbia e stavano iniziando a compiere un rito.

Si avvicinarono e presto capirono che queste persone non stavano facendo nulla di buono, in quanto i piagati sembravano ignorare la loro presenza. Sicuri delle loro capacità si scaraventarono contro le persone misteriose, e notarono con stupore che non davano alcun segno di sofferenza subendo i colpi senza paura. Presto tutti furono adosso a i tre guerrieri, perchè avevano capito che non sarebbero riusciti a compiere il rito, ma non riuscirono a fermarli.

Dalle vesti povere di uno di questi strani individui trovarono una lettera misteriosa, che purtroppo nessuno di loro riuscì a leggere. Con più dubbi che risposte tornarono indietro e scortarono i superstiti verso il loro accampamento.

Durante una pausa per riposarsi dalle fatiche e per sanare i dolori, Ganvard fidandosi degli eroi, dopo gli accaduti, parlò a loro di una leggenda che potrebbe salvare il destino di chi è già stato colpito. Parlo della fiala di Istus e dei suoi poteri >> Monti Chinari

Tra i nuovi sopravvissuti un uomo assomigliante ad un drago si fece avanti per condurli alla sua dimora tra gli alberi. Lì trovarono cibo, strumenti, utensili ed erbe curative trattate con esperienza. Il figlio dei draghi si chiamava Puia, ed era disperato per la scomparsa di sua moglie e di sua figlia, che non vedeva da quando la piaga scoppiò.


Precedente: Sopravvisuti
Successivo: Banditi!!


Wiki |Mappa|Personaggi

View
Sopravvisuti
Un nuovo vita

Successivo: Spedizione a Brestad


Da pochi mesi ad Heawood una fulminea piaga colpì gli abitanti, diffondendo terrore e devastazione. La piaga si diffuse già una settimana prima, ma apperentemente solo dolori e chiazze nere sembravano essere i sintomi di questa malattia. Tuttavia quando la chiazza nera corrompe un intero arto, sembra come se perdesse il controllo, contorcendosi in pose innaturali e facendo compiere atti aggressivi e fuori norma. Se l’intero corpo si corrompe, la creatura colpita non ha più nessuna traccia di quello che era in precedenza, diventa una bestia urlante che si contorce continuamente e aggredisce qualsiasi cosa veda. Per questi motivi fu chiamata la “Piaga dell’Inferno”

Un gruppo di sopravvissuti è riuscito a fuggire grazie all’aiuto del valoroso Will Helmund che ora li ha condotti lontano e al sicuro. Dopo tre mesi di viaggio alla ricerca di un posto dove stabilirsi, finalmente si sono appostati ai piedi dei monti Chinari, non molto lontano da Brestad, un altra città colpita dalla piaga. Le persone salve si aggirano alla cinquantina e tra queste ci sono aritigiani, contadini, cuochi, guerrieri, e pure qualcuno facente parte del clericato di Heawood. Le tende furono montate e iniziarono subito i lavori per costruire alloggi adatt, tuttavia mancavano risorse e utensili. Da qui un gruppo di volontari si recherà a Brestad per cercare ciò di cui l’ accampamento ha bisogno.


Successivo: Spedizione a Brestad


Wiki |Mappa|Personaggi

View

I'm sorry, but we no longer support this web browser. Please upgrade your browser or install Chrome or Firefox to enjoy the full functionality of this site.